Controlli indispensabili per preparare la stufa a legna all’inverno e accensione sicura

Con i mesi freddi ormai alle porte, in molte case italiane la stufa a legna è ancora la protagonista per riscaldarsi. Si tratta di un modo tradizionale, noto per il calore intenso e avvolgente che sa regalare, ma non è così semplice da gestire. Prima di far partire di nuovo il fuoco bisogna controllare che l’impianto sia in condizioni ottimali. Trascurare la manutenzione può mettere a rischio la sicurezza in casa, diminuire l’efficienza energetica e – cosa non da poco – causare problemi di salute a chi ci abita. Da qualche anno, poi, le normative hanno stretto le maglie, rendendo la gestione della stufa una questione più rigida e complessa.

Un dettaglio che spesso sfugge è la pulizia interna e l’ispezione frequente di tutte le parti della stufa. Sono passaggi decisivi per tenere lontani danni nascosti che possono emergere con il tempo. Se abiti in città o in campagna, noterai come l’accumulo di residui – come fuliggine o creosoto – può compromettere il funzionamento e, soprattutto, la sicurezza dell’intero edificio. Non a caso, incendi e intossicazioni hanno origine spesso proprio dalla mancanza di cura in questa manutenzione.

La pulizia quotidiana come pilastro dell’efficienza

Eliminare i residui dalla stufa è una pratica da non sottovalutare per un uso corretto e duraturo. C’è un falso mito: si pensa che la cenere vada tolta del tutto ogni giorno, invece non è così. Un sottile strato – se tenuto con cura – fa da isolante naturale, riflettendo il calore verso l’alto e proteggendo le superfici interne dall’usura causata dalle braci. Diciamo che è un dettaglio poco conosciuto, ma che migliora la combustione e l’efficienza.

La cenere va rimossa con attenzione solo quando la stufa è fredda. Meglio utilizzare un secchio in metallo, per evitare pericoli con eventuali braci nascoste sotto la cenere, che possono restare attive anche per 48 ore. Un piccolo trucco interessante? Il riutilizzo della cenere come fertilizzante naturale: nel giardino diventa utile, grazie al suo contenuto di potassio, non male.

Controlli indispensabili per preparare la stufa a legna all'inverno e accensione sicura
Una mano rimuove cenere e residui da una stufa a legna, passaggio fondamentale per una corretta e sicura manutenzione. – assisteresrl.it

Un altro passaggio importante è pulire il vetro frontale. Non serve solo per l’estetica, ma anche per salvaguardare le guarnizioni, che mantengono la tenuta stagna della camera di combustione. Un metodo semplice e casalingo: strofinare il vetro con cenere fredda usando un panno umido o un foglio di giornale, soluzione anche economica e più green. Per lo sporco ostinato si può usare un raschietto, con delicatezza però per non graffiare.

Il pericolo nascosto del creosoto e gli elementi da controllare

Chi si riscalda con la legna conosce bene il creosoto, un deposito scuro, appiccicoso che si forma all’interno della canna fumaria quando la combustione non è completa e la temperatura scende sotto i 150°C. Non solo ostacola il funzionamento della stufa, ma aumenta anche il rischio – mica da ridere – di incendi, difficili da gestire. Quindi, meglio assicurarsi che la combustione sia sempre bella vivace, usando solo legna stagionata, senza quella troppo umida o resinosa, che favorisce la sua formazione.

Le stufe in materiali refrattari richiedono una cura ancora più attenta. Va fatto almeno un controllo annuale dei giri fumo, zone più esposte all’accumulo di creosoto. Chi spesso usa legna con un po’ di resina sa che eliminare il deposito può diventare complicato e costoso, con riparazioni non proprio alla portata di tutti.

Attenzione anche alle guarnizioni degli sportelli. Quando si irrigidiscono o si induriscono, devono essere cambiate, altrimenti l’aria entra dove non dovrebbe, con spreco di combustibile e calo di prestazioni. E se la stufa è di ghisa, anche il mastice refrattario può rovinarsi, creando crepe nella camera di combustione. Un controllo semplice è chiudere il registro dell’aria: se la fiamma non si spegne del tutto, vuol dire che c’è qualche infiltrazione da sistemare.

Da non dimenticare il deviatore dei fumi, che va pulito e ispezionato spesso. Le alte temperature possono deformarlo o farlo corrodere. Per la pulizia si usa una spazzola metallica, ma con calma e cautela per non rovinare i materiali refrattari; un lavoro che richiede mano ferma e pazienza.

Normative, controlli e manutenzione professionale

Negli ultimi anni, le regole sull’uso e la manutenzione delle stufe a legna sono diventate più severe. Ad esempio, in Lombardia e altrove, serve registrare ogni intervento sul sistema CURIT, eseguito da spazzacamini autorizzati. Chi non si adegua rischia multe salate, spesso sopra le migliaia di euro, mica bruscolini.

I controlli variano secondo la potenza della stufa: sopra i 15 kW serve una verifica annuale, per quelle tra 10 e 15 kW ogni due anni può bastare – salvo indicazioni diverse. Il proprietario dell’immobile deve occuparsi della manutenzione, mentre le canne fumarie condominiali sono responsabilità dell’amministratore.

Quando servono interventi più importanti, occorre affidarsi a tecnici specializzati, gli unici che possono rilasciare il documento di conformità previsto dalla legge. Controllano ogni parte: braciere, guarnizioni, canna fumaria, ventilazione. Questi accertamenti prevengono guai seri, come incendi o avvelenamenti da monossido di carbonio – rischio reale e spesso sottovalutato.

Per far durare di più la stufa, la legna stagionata con umidità sotto il 20% è la scelta giusta. La legna umida favorisce il creosoto e abbassa il rendimento. Evitare il sovraccarico del vano di combustione aiuta a non surriscaldare e a non rovinare le parti interne prima del tempo. Infine, lubrificare maniglie e cerniere evita rotture improvvise. E quando la stufa resta ferma per un po’, una pulizia a fondo e qualche prodotto protettivo sui metalli sono una buona idea per tenere lontana la ruggine.

Seguendo questi accorgimenti si ottiene un impianto più sicuro ed efficiente, con rischi legali ridotti. Già tanti italiani – dalle parti di Milano o nel Nord Italia – capiscono quanto conti questo approccio consapevole, per non inciampare in problemi spesso nascosti dietro una stufa che sembra facile da usare.