Nel Sud Italia, basta spesso un pugno di ingredienti scelti con cura per creare piatti dal sapore deciso e ben strutturato. Basti pensare alla torta salata con cime di rapa e scamorza: un incontro di sapori intensi, dentro una preparazione rustica e semplice. In tante case del Sud è la risposta perfetta a una cena veloce ma gustosa, capace di coniugare la leggerezza delle verdure con la piacevole cremosità del formaggio. Le cime di rapa, con quel loro leggero retrogusto amarognolo e la consistenza morbida, si uniscono bene alla scamorza filante, specie nella versione affumicata. Insomma, un mix che parla chiaro di sapori mediterranei, radicati in regioni come Puglia, Campania e Lazio.
Il trucco? Spesso sta nella scelta della base: sfoglia o brisée maneggiabili, ideali per una cucina di casa, veloce e senza fronzoli. Le cime di rapa scottate rapidamente in acqua bollente e poi passate in padella con olio, aglio e peperoncino – un piccolo accorgimento che esalta il gusto e lascia la corposità tipica delle foglie. A completare, la scamorza a cubetti e una miscela di uova e parmigiano, che lega il tutto conferendo la giusta consistenza cremosa. Un secondo strato di pasta, spennellato con rosso d’uovo, regala una crosta dorata e croccante, sigillando un ripieno ben asciutto e compatto.
La torta salata è versatile: fica sia a pranzo che in un picnic all’aperto o un buffet informale. Ecco perché, dalle parti del Sud, continua a spopolare sulle tavole di tante famiglie: è il racconto di una cucina concreta, fatta di pochi ingredienti ma combinati con sapienza. Un piatto che valorizza tradizioni territoriali senza complicarsi troppo la vita.
cime

Come valorizzare le cime di rapa nella preparazione
Le cime di rapa hanno quel sapore amarognolo che – lo si sa – può risultare forte per qualcuno, ma è proprio questo che le rende speciali. La gestione precisa fa la differenza tra un piatto equilibrato e uno che sembra troppo amaro. Dopo la bollitura, bisogna strizzarle bene per eliminare l’acqua in eccesso, altrimenti la torta rischia di risultare molliccia e poco compatta. Dettaglio non da poco.
Il rapido passaggio in padella con olio extravergine, aglio e un pizzico di peperoncino dà al piatto una nota aromatica intensa ma senza sopraffare gli altri sapori. Procedimento diffuso da molte parti del Sud, dove le cime di rapa non si fermano alla classica pasta, ma sono protagoniste in preparazioni più ricche.
Basta pensare che in alcune zone si gustano con la salsiccia o si trasformano in pesto – usi meno noti fuori dalle regioni d’origine. Per chi vuole osare, si possono aggiungere altre verdure di stagione come zucchine o cipolle, o qualche erba aromatica tipo maggiorana o timo: tutto cambia l’aroma, aggiungendo complessità senza snaturare la genuinità. Un ingrediente semplice, che però regala diverse sfumature se trattato con attenzione – e combinato con cura.
I dettagli che fanno la differenza in cottura e abbinamenti
La buona riuscita della torta passa da qualche accortezza. Per esempio, bucherellare la base di pasta evita la formazione di bolle d’aria, soprattutto mantenendo la struttura compatta. I tagli sulla superficie favoriscono la fuoriuscita del vapore, evitando un ripieno umido o poco piacevole. Il punto è proprio qui.
La scamorza scelta influisce molto sul carattere finale. La versione affumicata dona un gusto più deciso e rustico, mentre quella dolce regala morbidezza più delicata. L’uso di uova e parmigiano offre una consistenza stabile e cremosa; a volte si aggiunge un po’ di pangrattato per assorbire liquidi in eccesso.
Praticamente, la torta si conserva fino a tre giorni in frigo, dentro un contenitore ermetico, e si può anche congelare senza problemi, diventando ideale per preparare pasti in anticipo. Non stupisce vederla spesso nelle tavole italiane, soprattutto dove cresce la voglia di piatti tradizionali pronti da portare in giro.
Parlando di abbinamenti, un buon bicchiere di vino aiuta a esaltare il tutto. I bianchi strutturati, tipo Chardonnay o Verdeca, tagliano l’amaro delle cime di rapa con freschezza. Tra i rossi, etichette robuste come Primitivo di Manduria, Aglianico o Negroamaro sposano bene la speziatura e la potenza della torta. Anche un contorno semplice – verdure crude o grigliate, un’insalata mista, magari qualche salume – completa senza appesantire. Un pasto concreto, insomma, che parla chiaro della cucina del Sud e continua a piacere sulle tavole di mezza Italia.