Questo segreto riduce i tempi di asciugatura in inverno mantenendo il bucato sempre perfetto

Capita spesso nelle case italiane, specie quando fa freddo, che il bucato messo a stendere rimanga umido per un bel po’ di ore, a volte addirittura giorni. Succede perché – quando la temperatura interna scende sotto i 15 gradi – l’aria semplicemente non trattiene più bene l’umidità. Non è un argomento di cui si parla spesso, ma è proprio questa particolare condizione climatica che rallenta l’asciugatura di asciugamani, camicie e lenzuola. In inverno, l’aria si raffredda e perde capacità di trattenere il vapore; allo stesso tempo, nei locali poco arieggiati riscaldati con caldaie a gas – che generano umidità – il tasso può superare il 70%. Un dettaglio piccolo, sì, ma che incide assai sul tempo che serve prima di poter ripiegare i vestiti asciutti.

Molti appoggiano i panni sui termosifoni per farli asciugare prima. Idea comune, ma non proprio una buona pensa: l’umidità si accumula sulle pareti, favorendo muffe invisibili ma nocive. Studi recenti mostrano che da autunno a inverno il cotone mette il doppio del tempo per asciugare: da 4 ore, alle 8 e più. Chi non ha l’asciugatrice se ne accorge bene, perché si complica parecchio la routine quotidiana.

Come ridurre i tempi di asciugatura con un sistema casalingo

Non serve spendere cifre folli per migliorare l’asciugatura durante il freddo invernale. Esiste un trucco semplice, noto ma spesso ignorato, che consiste nel tenere l’umidità lontana dal bucato usando materiali naturali che la assorbono. Basta qualche oggetto comune, tipo una bottiglia di plastica tagliata, un po’ di sale grosso e un panno. Così si costruisce un piccolo deumidificatore casalingo fai-da-te. Il sale, infatti, assorbe l’umidità presente nell’aria riducendo l’umidità relativa attorno ai panni, aiutandoli ad asciugarsi più rapido.

Mettere vicino allo stendino questo accorgimento si traduce in un’asciugatura anche del 40% più veloce. Mantenere l’umidità sotto il 60% mostra effetti positivi non solo qui: funziona meglio anche il riscaldamento e i radiatori, risparmiando energia e facendo stare più comodi – aspetto non secondario nelle case di città, dove spesso si fa fatica a ventilare bene e gli spazi sono stretti.

Ecco come fare: taglia una bottiglia di plastica a metà, metti sul fondo un panno assorbente o carta da cucina. Inserisci la parte superiore della bottiglia capovolta, come un imbuto, e dentro versa almeno due cucchiai di sale grosso. Posiziona il tutto vicino allo stendino o sopra un termosifone, ma senza toccarlo direttamente. Dopo un paio d’ore o poco più vedrai nascere acqua nella parte inferiore: è segno che il sale ha catturato l’umidità. Ricorda di cambiare il sale appena perde la sua consistenza – si indurisce, poi non funziona più. Se la stanza è piccola, più contenitori aumentano il risultato.

Questo segreto riduce i tempi di asciugatura in inverno mantenendo il bucato sempre perfetto
Un deumidificatore è la soluzione per accelerare l’asciugatura del bucato, specialmente in inverno, migliorando l’aria in casa. – assisteresrl.it

L’aerazione controllata e altri accorgimenti per asciugare meglio

Negli ambienti urbani, un punto sottovalutato è il valore della ventilazione anche nei mesi rigidi. Basta aprire la finestra almeno dieci minuti al giorno per rinfrescare l’aria dentro casa, abbassando quella umidità che ristagna ovunque senza disperdere troppo calore. Stranamente, spesso si pensa il contrario, ma quell’apertura rapida migliora davvero il funzionamento dei termosifoni. Non solo: fa asciugare i vestiti meglio e impedisce la formazione di odori sgradevoli.

Chi non vuole o non può investire in un deumidificatore elettrico – costoso e consumatore di energia – trova nel sale grosso un’ottima soluzione low-cost. I sacchetti commerciali assorbi-umidità danno invece risultati modesti, mentre la bottiglia con sale è semplice da fare e funziona.

Naturalmente, questa non è la bacchetta magica per problemi strutturali più seri, come infiltrazioni o stanze troppo fredde. La strategia migliore, insomma, resta combinare ventilazione regolare, riscaldamento poco aggressivo ed evitare di stendere i panni vicini a pareti esterne – là dove si accumula pericolosa umidità, che può favorire muffe. E non è un fenomeno da poco: riguarda circa il 20% delle case italiane e influisce pure sulla salute respiratoria di chi ci abita.

Le prove fatte mostrano che il sistema funziona meglio in stanze medio-piccole, fino a circa 20 mq, dove l’umidità si concentra e il sale lavora bene. Se la stanza è più ampia, si possono usare più contenitori messi in punti strategici, tipo vicino allo stendino, a finestre esposte a nord e nel bagno, specie se privo di aspirazione.

Con i costi dell’energia in crescita e la difficoltà di controllare l’umidità in inverno, utilizzare metodi semplici come questo migliora davvero la vita in casa. Nessun sacrificio sul comfort, nessuna spesa eccessiva. Un’abitudine, diciamo, che sta prendendo piede tra le famiglie italiane per affrontare le fatiche che il freddo porta con sé.