Con il 2026 che si avvicina sempre di più, si nota un cambio nel modo in cui si scelgono le destinazioni da visitare. Non si parla più solo di mete turistiche famose o città celebri. Anzi, cresce l’appeal verso posti dove la parola d’ordine è immergersi nella natura, fuggendo dal turismo di massa. Il turismo lento e sostenibile sta prendendo piede, e con esso alcune dinamiche diventano evidenti: il desiderio di panorami incontaminati, di una pausa dal ritmo frenetico quotidiano e, non ultimo, la spinta data dagli eventi di richiamo globale. Curioso come, in questa evoluzione, una meta naturale italiana si piazzi tra le prime cinque destinazioni al mondo, attirando sia chi resta in patria che i turisti stranieri.
Come cambiano le preferenze nei viaggi
Le persone stanno viaggiando pensando sempre più al contatto diretto col territorio, puntano all’autenticità. Le ricerche e i dati sulle prenotazioni ne sono la prova. In particolar modo, famiglie e giovani Millennial scelgono luoghi dove si può rallentare, liberarsi dallo stress, respirare aria pura. Non è un caso: le esperienze degli ultimi anni, con la pandemia e le limitazioni, hanno fatto riscoprire il valore delle risorse locali. Così, molte destinazioni italiane meno conosciute – dite “minori” – registrano prenotazioni triplicate rispetto a qualche tempo fa.
Nel frattempo, gli eventi internazionali continuano a guidare la scelta dei viaggi. Le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina e il Campionato mondiale di calcio negli USA, Canada e Messico sono esempi lampanti, attirando attenzioni da tutto il pianeta. Ma non resta solo qui: appuntamenti culturali e musicali di grande portata elevano la fama di molte città. Il pubblico non si limita al turismo di massa, ma apprezza sempre più le città come crocevia tra cultura popolare ed esperienza personale. Non è un caso, quindi, se molte delle località più cercate nel 2026 sono legate a eventi di questo tipo.

Una montagna italiana tra le mete naturalistiche più richieste
Se parliamo di turismo naturalistico, un fatto interessante riguarda l’Italia. Tra le cinque destinazioni naturali più ambite del mondo emerge un posto – abbastanza sorprendente – spesso visto solo come meta balneare: il Parco Nazionale del Gennargentu, in Sardegna. Paesaggi montani si intrecciano qui a una biodiversità ricca e a tratti costieri ancora intatti. Diciamo che ridurre la Sardegna alla sola spiaggia è un errore, e lo dimostrano i tanti viaggiatori in cerca di tranquillità, ambienti autentici, lontani dalla folla e perfetti per staccare davvero la spina.
Il trend globale va in questa direzione: aumentano del 35% le ricerche di alloggi vicino a parchi nazionali o riserve naturali. Località come la gola di Samaria a Creta o Ujung Kulon in Indonesia – zone protette di calibro mondiale – confermano questo interesse verso luoghi rigeneranti e poco antropizzati. In Italia, oltre al Gennargentu, stanno crescendo mete alpine come Pila e Champoluc in Valle d’Aosta. Fuori dai confini, si fa strada la curiosità verso Rovaniemi, in Finlandia, nota come la “casa” di Babbo Natale in Lapponia.
Spesso si trascura un dettaglio non da poco: queste scelte sono un’occasione per valorizzare territori meno noti e favorire un turismo più equilibrato, meno stressante e più sostenibile. Le località naturalistiche spesso sono l’alternativa ideale per chi cerca una fuga dal caos cittadino e vuole riscoprire ritmi più lenti, misurati. Ecco perché questa tendenza si nota soprattutto nelle stagioni di mezzo, quando la natura mostra sfumature meno vistose ma altrettanto affascinanti.