Il 2026 si avvicina e molte famiglie in Italia si trovano di fronte a un aumento palpabile del prezzo del pellet, uno dei metodi di riscaldamento più adottati e, diciamolo, uno dei più ecosostenibili nelle case. Come far fronte a questo rincaro? Serve uno sguardo attento alle possibili soluzioni per tagliare i consumi energetici senza rinunciare al benessere domestico. Pur con una produzione di pellet che negli ultimi anni è diventata più efficiente in Europa, non mancano le tensioni geopolitiche che fanno lievitare i costi delle materie prime – e alla fine, tutto questo si riflette nel prezzo finale. Chi abita in città percepisce con più forza l’urgenza di adottare strumenti e accorgimenti per migliorare le prestazioni degli impianti e contenere la bolletta, soprattutto dove la regolazione delle temperature è poco curata.
Il ruolo dell’efficienza nel riscaldamento domestico
Quando il costo del pellet cresce, la strada più semplice sembra quella di regolare con più attenzione i parametri della stufa a pellet. È comune vedere impianti messi a punto con impostazioni standard, senza tenere conto della particolare struttura dell’abitazione o delle diverse stagioni. Un po’ di pratica e una calibrazione adeguata – su potenza e ventilazione – possono far scendere i consumi fino al 20%. Così si evita di sprecare materiale e si distribuisce meglio il calore, senza esagerare con l’accensione o disperdere energia a vuoto. Chi opera nel settore racconta spesso come molti utenti, invece, lascino invariati i settaggi per tutto l’inverno, dimenticandosi che il fabbisogno cambia e che questo fa lievitare la spesa, soprattutto in zone dove il termometro si ferma intorno ai 19-20 gradi.
Non va sottovalutata la manutenzione ordinaria, che aiuta a mantenere l’efficienza nel tempo. Pulire i filtri con frequenza e monitorare la camera di combustione previene guasti e migliora la resa termica della stufa. Viene spesso trascurata, specialmente nelle case con sistemi più vecchi o in quegli impianti usati molto, che – diciamo – sono stati un po’ dimenticati negli anni. Curare l’impianto non solo fa risparmiare, ma prolunga anche la vita del dispositivo.

Pellet certificato e isolamento: il binomio per il risparmio
Un modo efficace per tenere sotto controllo le spese è scegliere il pellet certificato. Marchi come ENplus A1 o DINplus indicano materiale con umidità bassa e una densità elevata, caratteristiche che garantiscono una combustione più efficace e quindi più calore. Ok, costa qualcosina in più rispetto a pellet non certificato, ma il risultato è un risparmio sui consumi intorno al 15%, e con i prezzi che salgono, ogni centesimo risparmiato fa la differenza. Inoltre, bruciando pellet di qualità, si producono meno emissioni, dettaglio non da poco soprattutto nelle zone urbane dove sono in vigore restrizioni anti-inquinamento.
D’altra parte, il miglioramento dell’isolamento termico gioca un ruolo chiave nel ridurre i costi del riscaldamento. Chiudere spifferi, isolare il tetto e le pareti esterne può tagliare le perdite di calore fino al 30%. Il vantaggio? La stufa a pellet si accende meno e magari per periodi più brevi. Specialmente nelle case più datate o con infissi meno performanti, un intervento sull’isolamento porta benefici immediati e, sul lungo termine, aumenta anche il valore dell’immobile. È un aspetto che – osservando il Nord e il Centro Italia – pesa parecchio, visto che lì il riscaldamento incide molto sul bilancio familiare.
Da ultimo, la gestione quotidiana delle temperature aiuta a tenere a bada i consumi. Mantenere la casa tra i 19 e i 20 gradi, spegnere la stufa quando si esce dalle stanze o evitare il riscaldamento notturno inutile sono accorgimenti semplici, ma efficaci per risparmiare senza sacrificare il comfort. Chi vive in città lo sa bene: spesso queste pratiche non vengono seguite, e le conseguenze si vedono subito nelle bollette. Con il costo del pellet destinato a salire, adottare piccoli cambiamenti come questi non è più facoltativo ma – diciamo – obbligatorio per non veder volare le spese. Negli ultimi tempi, il focus su efficienza e qualità dei materiali sta diventando centrale nelle case italiane, e questo trend sembra destinato a rafforzarsi con l’arrivo della prossima stagione fredda.