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Entrare in una casa moderna spesso significa varcare una soglia che porta direttamente al soggiorno, senza la mediazione di un corridoio o di un ingresso separato. Da un lato, questa scelta amplia la percezione di spazio, dall’altro crea qualche grattacapo pratico, specialmente nella gestione degli ambienti. Non è raro che l’ingresso si trasformi – quasi senza accorgersene – in un semplice passaggio, perdendo così la sua funzione di filtro e organizzatore dell’ambiente. Nei contesti abitativi italiani, questa zona riveste invece un ruolo strategico: occorre trovare un equilibrio tra funzionalità ed estetica, evitando di toccare elementi già presenti, come la cucina o il camino. Dicono i professionisti del settore che si tratta di bilanciare sapientemente spazi ben definiti con l’esigenza di adattarli.
Il problema si fa più serio quando il progetto è già ultimato: spostare muri o cambiare la disposizione può voler dire lavori lunghi e costosi. Di solito si agisce con piccoli ritocchi, soluzioni che cambiano la percezione senza appesantire. Separare nettamente l’ingresso dal soggiorno, per esempio, aiuta a migliorare la vivibilità e quella sensazione di ordine, tanto preziosa in città o in spazi angusti.
Quando l’ingresso diventa elemento di filtro e funzione
Spesso, negli ingressi aperti, si assiste a una perdita di identità dello spazio. Ma è proprio lì, al primo impatto con la casa, che serve un minimo di definizione, sia funzionale che estetica. Basta pensare a una libreria passante: divide gli ambienti senza bloccare la luce, creando una sorta di filtro visivo. Un tocco che organizza senza sacrificare la luminosità o la comodità di muoversi.
Se abitate in città, sapete che armadi a muro e cappottiere sono quasi indispensabili per tenere tutto in ordine: giacche, borse e accessori trovano un posto fisso. Sul tavolo, invece, le scelte variano. Ai rettangolari allungabili va sempre la palma per praticità: si aprono per i pranzi più numerosi senza ingombrare ogni giorno. Ma ci sono alternative che non mancano di charme: tavoli rotondi o console trasformabili, perfetti vicino all’ingresso per sfruttare spazi ridotti. E che dire della tv su supporti girevoli? Un dettaglio, sì – ma che permette di guardarla da più punti, senza interventi strutturali invasivi. Insomma, con pochi accorgimenti, si adattano ambienti che sembravano fissi, ampliandone l’uso e migliorandone l’impatto.

Aprire o separare: le alternative per un ingresso aperto
Tra chi progetta case moderne, la scelta dell’ingresso aperto oppure separato spunta spesso. Aprirlo porta luce e respiro, una manna soprattutto in piccoli appartamenti nelle grandi città, dove ogni centimetro conta. Però c’è il rovescio della medaglia: la zona pranzo finisce sotto gli occhi appena si entra, un dettaglio che in certi casi dà fastidio. Qualche soluzione pratica? Posizionare il tavolo lateralmente alla porta riduce l’impatto. Spostare la tv sopra il camino – usando, ad esempio, un bioetanolo al posto di legna o gas per evitare calore diretto – libera pareti e semplifica l’arredo.
Chi può, prova ad abbattere una spalletta per aprire il passaggio tra cucina e soggiorno: un intervento piuttosto impegnativo. Il vero scoglio? Rifare pavimenti e rivestimenti. Un consiglio dai più esperti: riutilizzare i materiali originali, così da garantire continuità visiva, oppure giocare con qualche dettaglio decorativo, trasformando eventuali disomogeneità in un plus estetico. Curioso considerare come, con la luce naturale che cala in inverno – specialmente nel Nord Italia – queste scelte diventino ancora più evidenti e apprezzate.
Infine, posizionare il tavolo frontalmente rispetto all’ingresso sfrutta bene lo spazio e richiama l’attenzione al salotto, il cuore conviviale di casa. Anche qui, piccoli interventi – tipo togliere parzialmente una parete divisoria – favoriscono mobili multifunzionali, come un tavolo snack in cucina. Il risultato? Una casa più bella e pratica, con cambiamenti che – negli ultimi tempi – hanno fatto la differenza per tanti, specialmente chi ha rinnovato senza stravolgere.
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