Il freddo aumenta rigidità e fastidio alle articolazioni: cosa cambia nel corpo con il calo di temperatura

Non è raro sentire parlare di freddo e dolore alle articolazioni, anche se quasi mai si capisce bene perché succeda. Quando il termometro scende e l’umidità si fa sentire, aumenta chi si lamenta di rigidità e fastidi. E non stiamo parlando di suggestioni: dietro c’è un intreccio complesso di risposte del nostro corpo ai cambiamenti climatici. Il freddo in sé, per come la vediamo, non è il colpevole diretto del dolore, ma più che altro è la combinazione di diversi fattori che si attivano nei mesi più gelidi.

C’è chi convive con infiammazioni o ha avuto traumi che aggravano la situazione, per questi la sensazione di peggioramento è più evidente. Ma anche chi sta bene può sentire un aumento della rigidità articolare. Quando arriva l’inverno, il nostro organismo prende misure per trattenere il calore – un meccanismo che però influisce su muscoli, tendini e articolazioni. Le articolazioni diventano più rigide, muoversi è meno fluido e il dolore può diventare più intenso, soprattutto appena svegli o dopo stare fermi a lungo. Non è da sottovalutare un dettaglio: la pressione atmosferica, che tende a diminuire con il freddo. Questo provoca una leggera espansione interna dei tessuti, e mette pressione dove le articolazioni sono più delicate.

Nelle giornate fredde, poi, ci muoviamo meno spontaneamente; le giornate corte ci spingono a stare fermi. È un circolo vizioso: il dolore limita il movimento, e l’inattività ingrassa la rigidità. Lo dicono dottori e persone che vivono in zone con inverni duri. Ma non è solo questo: i vasi sanguigni si restringono (vasocostrizione, per essere chiari), e il liquido sinoviale – quello che lubrifica l’articolazione – cambia leggermente viscosità. Tutto ciò rende il fastidio più frequente e più intenso durante i mesi freddi.

Il freddo aumenta rigidità e fastidio alle articolazioni: cosa cambia nel corpo con il calo di temperatura
Una donna avvolta in una coperta si stringe al termosifone, simbolo dei fastidi articolari causati dal freddo invernale. – assisteresrl.it

Come il freddo modifica i tessuti e il movimento delle articolazioni

Si sa, quando scendono le temperature il corpo risponde cercando di non disperdere calore. Tra i processi c’è la vasocostrizione periferica: i vasi sanguigni si restringono vicino alla pelle. Il risultato? Meno sangue ai muscoli, tendini e articolazioni, quindi meno ossigeno e nutrienti. Questo si traduce in quel senso di rigidità e in movimenti più lenti, soprattutto appena alzi dal letto o dopo tanto tempo fermo.

Un altro punto riguarda il liquido sinoviale, il “lubrificante” naturale per articolazioni scorrevoli. Col freddo diventa un poco più denso, così perde un po’ della sua efficacia. Non è grave, ma è quella famosa sensazione di “articolazioni arrugginite” che conosciamo tutti in inverno. In più, il freddo fa diminuire l’elasticità dei muscoli e aumenta il rischio di contratture o tensioni, che poi trasmettono fastidi alle articolazioni.

Infine, il sistema nervoso sembra più sensibile al dolore quando fa freddo, ancor di più se articolazioni sono già infiammate o degenerate. Movimenti che in estate sono normali possono diventare dolorosi in inverno. Questo è più marcato in regioni con climi rigidi, mentre chi abita in zone temperate o chi non ha problemi articolari lo percepisce meno. Insomma, il fastidio articolare con il cambio di stagione diventa normale per molti.

Il ruolo dello stile di vita e dell’infiammazione nella percezione del dolore

Il freddo modifica anche come viviamo le nostre giornate, non solo l’ambiente. D’inverno spesso si cammina poco, si resta più in casa, si fa meno attività fisica. Così la rigidità aumenta e il dolore si fa più evidente, specialmente dopo tanto tempo senza muoversi.

Un altro elemento? La postura. Per proteggersi dal freddo tendiamo a irrigidirci – spalle chine, collo contratto, movimenti ridotti. Questa posizione crea tensioni muscolari che si scaricano sulle articolazioni, rendendo il disagio più forte e la mobilità più difficile. Poi, se parliamo di infiammazione, d’inverno tende a “risvegliarsi” soprattutto in chi ha patologie tipo artrosi o artrite. Le articolazioni si infiammano di più e perdono elasticità nel rispondere ai cambiamenti.

Senza dimenticare un fatto non banale: la soglia di dolore si abbassa quando il corpo s’impegna a mantenere la temperatura, così anche fastidi lievi sembrano più intensi. Dai 50 in su – e per chi ha già problemi – la percezione è più netta. Chi invece mantiene articolazioni sane e attive le sopporta meglio, mentre quelle fragili fanno sentire il colpo.

Quindi, attenzione a ciò che succede con l’arrivo dell’inverno: non bisogna pensare che il dolore sia solo colpa del freddo. Quando il disagio si fa frequente, dura e aumenta durante la stagione fredda, meglio consultare uno specialista. Capire se si tratta “solo” di un fastidio passeggero o di qualcosa che chiede attenzione passa per la consapevolezza del proprio corpo e un approccio accorto ai suoi segnali, specie quando cambia il clima.